Giornata ventosa oggi. Vento rinfrescante, perche' no, purificante anche. Succedono tante cose, mai per caso, che possono far cambiare rotta alle persone. Puo' anche non succedere nulla, e, nel bel mezzo di una estate italiana come tante, si puo' finalmente realizzare cio' che si intende fare del tempo che ci e' concesso vivere su questa terra. Dopo, il buio, 'rien ne va plus', silenzio, il niente. Aspirazioni, passioni, idee, desideri, si gioca tutto in quella manciata di decine di anni in cui calchiamo questo suolo, sempre piu' martoriato proprio a causa nostra, eppure, ancora cosi bello, con cosi tante cose da vedere, da scoprire.
E' forse il vento, che porta via il caldo umido, che rinfresca le nostre menti, che, per fortuna, riesce forse a farci avere chiaro in mente, al momento giusto, che cio' che si sta facendo, o almeno parte di cio' che si sta facendo, e' tempo perso, buttato alle ortiche, che non tornera' piu' indietro. Giorni, settimane, anni sprecati in pensieri, attivita', cose piu' o meno inutili, o che comunque non apportano alcun beneficio al nostro essere, intendo beneficio sia materiale ma anche personale. Ci costringiamo ad esistenze 'in gabbia' , anche se ci vogliono dare l'illusione della liberta', parola grossa al giorno d'oggi, parola usata spesso senza cognizione di causa.
E allora, proprio in giorni come questi, si focalizza il target, l'obiettivo, o gli obiettivi. Azioni, decisioni, progetti, che potranno farci stare bene, intendo bene con noi stessi, perche' non si puo' pensare di star bene con gli altri se prima non si e' a posto col proprio Io.
Negli ultimi 10 anni ho preso decisioni sulla vita, sul lavoro, che bene o male hanno portato a piccoli cambiamenti, miglioramenti se vogliamo, e non parlo di benessere materiale, ma piuttosto di sentirsi meglio interiormente. E ancora altre ne dovro' prendere, perche' e' un processo che somiglia tanto alla realizzazione di un vaso, di un disegno, dove l'artista, continuamente rifinisce, toglie, aggiunge, non sta mai fermo, crea continuamente, fino ad arrivare all'opera ultima.
Ecco che quindi, come quando ci si mette davanti all'armadio per liberare posto, togliendo abiti che non si usano piu', magari ancora imbustati, ma mai utilizzati, mi trovo ad essere trascinato da questo bellissimo vento, che mi fa capire cosa, ancora, debba essere livellato, sistemato, affinato. La situazione lavorativa, ancora precaria, sempre dipendente, seppur part time, dal volere di altri, deve CAMBIARE !! Da due anni a questa parte, e cioe' da quando ho accettato il posto che occupo tutt'ora, ho visto che pian piano orari, turnistiche, ferie e quantaltro, venivano sempre sacrificati in favore di un minor numero di persone impiegate, per coprire un numero sempre maggiore di ore di lavoro. Ed ho visto calare quei (pochi? tanti?) progressi fatti nei 2 anni precedenti, nell'illustrazione, nell'aggiornarsi ed impegnarsi in tecniche e strumenti, e soprattutto nella qualita' dei miei lavori. Soprattutto ho visto un calo di 'passione', proporzionale al calo di tempo disponibile, ed all'energia applicata, che, vuoi per un momento di stanca, vuoi per il risentire comunque di orari antelucani, si e' affievolita. Rimane allora da chiedersi verso dove si vuole andare ? Se aspettare che, al termine del periodo massimo consentito per assumere personale a tempo determinato, raggiunto magari con proroghe, rinnovi, licenziamenti e successive riassunzioni, ci venga dato il benservito e 'chi si e' visto si e' visto', in favore di un'altro 'numero', un'altra persona da sfruttare e poi scartare, o se prendere le redini, ancora una volta, delle proprie azioni, raccimolare le proprie idee, e guardare avanti ? Si perche' avanti si va, non si torna certo indietro, e una volta passati, gli anni non tornano piu'. E allora la decisione e' chiara: contratto in scadenza, arrivederci e grazie. Si tratta in fondo di altri 3 mesi da passare fra turni, levatacce, ma in cui cominciare a redigere la 'to do list' per i mesi a venire, quelli autunnali ed invernali, che dovranno vedere il ripartire dell'artista che c'e' in me, perche' non posso pensare di buttare tutto al vento, per qualche mese di lavoro precario. Lavoro precario che non condiziona solo me, ma tutta la vita familiare, perche' a causa del lavoro a termine, non si ha quasi mai la possibilita' di pianificare nulla, ferie, giornate da passare con la propria famiglia, partecipare ad eventi che potrebbero essere importanti, o comunque anche solo di ispirazione, utili insomma, a cio' che si vorrebbe fare. Si e' liberi, ma non si e' liberi, sempre con il tempo scandito dal badge delle timbrature, che contro la nostra volonta' si impossessa delle nostre giornate. Tutto questo vale la liberta' di fare, vale il soffocare la creativita' di chi non riesce a star fermo, vale l'abbassare la testa di fronte alle mille piccolissime ingiustizie che quotidianamente accadono sui posti di lavoro? Penso proprio di no. Lo stipendio? Certo, quello, almeno, c'e' ancora, ma fra tasse, rosichini vari, trattenute, e chi piu' ne ha piu' ne metta, ormai e' ridotto a cifre che definire vergognose e' riduttivo. Meglio sicuramente investire un po' di tempo e risorse su se stessi, e sulle proprie capacita', per vedere di trasformare una o piu' passioni in qualcosa che possa anche, un giorno, magari non troppo lontano, sostenerci economicamente, ma non facendoci dipendere da nessun altro se non da noi stessi. Nel totale silenzio dei media poi hanno perfino 'ritoccato' l'indennita' di malattia, in negativo s'intende. Malattia che pero', e non lo dice mai nessuno, sempre piu' nella maggioranza dei casi e' dovuta proprio alle condizioni ed agli ambienti di lavoro. Allora che si fa? Si lavora, in posti stressanti, molte volte malsani, ci si ammala, e, se qualcuno si ammala un po' troppo, si viene anche puniti? Eh no, cosi penso proprio che non possa andare, almeno, siamo in tanti, per gli altri non lo so, per me sicuramente cosi non va. Vedo che molti non dicono nulla, ma ho tanta paura che cio' succeda perche' ancora molti ignorano come vadano davvero le cose. Pero' cosi non va !! Flessibilita' trasformata in precariato a vita, e diritti guadagnati dai nostri padri e dai nostri nonni, con il sudore della fronte, a volte con il sacrificio di una intera esistenza, messi sotto i piedi come se niente fosse, non penso che possano portare a nulla di positivo, ne per gli altri, tantomeno per me. Mi conosco troppo bene, conosco la mia passione per il disegno, l'illustrazione, la fotografia, la creativita' in generale, e so per certo che non potrei mai sacrificarla a favore del nulla !!
E' forse il vento, che porta via il caldo umido, che rinfresca le nostre menti, che, per fortuna, riesce forse a farci avere chiaro in mente, al momento giusto, che cio' che si sta facendo, o almeno parte di cio' che si sta facendo, e' tempo perso, buttato alle ortiche, che non tornera' piu' indietro. Giorni, settimane, anni sprecati in pensieri, attivita', cose piu' o meno inutili, o che comunque non apportano alcun beneficio al nostro essere, intendo beneficio sia materiale ma anche personale. Ci costringiamo ad esistenze 'in gabbia' , anche se ci vogliono dare l'illusione della liberta', parola grossa al giorno d'oggi, parola usata spesso senza cognizione di causa.
E allora, proprio in giorni come questi, si focalizza il target, l'obiettivo, o gli obiettivi. Azioni, decisioni, progetti, che potranno farci stare bene, intendo bene con noi stessi, perche' non si puo' pensare di star bene con gli altri se prima non si e' a posto col proprio Io.
Negli ultimi 10 anni ho preso decisioni sulla vita, sul lavoro, che bene o male hanno portato a piccoli cambiamenti, miglioramenti se vogliamo, e non parlo di benessere materiale, ma piuttosto di sentirsi meglio interiormente. E ancora altre ne dovro' prendere, perche' e' un processo che somiglia tanto alla realizzazione di un vaso, di un disegno, dove l'artista, continuamente rifinisce, toglie, aggiunge, non sta mai fermo, crea continuamente, fino ad arrivare all'opera ultima.
Ecco che quindi, come quando ci si mette davanti all'armadio per liberare posto, togliendo abiti che non si usano piu', magari ancora imbustati, ma mai utilizzati, mi trovo ad essere trascinato da questo bellissimo vento, che mi fa capire cosa, ancora, debba essere livellato, sistemato, affinato. La situazione lavorativa, ancora precaria, sempre dipendente, seppur part time, dal volere di altri, deve CAMBIARE !! Da due anni a questa parte, e cioe' da quando ho accettato il posto che occupo tutt'ora, ho visto che pian piano orari, turnistiche, ferie e quantaltro, venivano sempre sacrificati in favore di un minor numero di persone impiegate, per coprire un numero sempre maggiore di ore di lavoro. Ed ho visto calare quei (pochi? tanti?) progressi fatti nei 2 anni precedenti, nell'illustrazione, nell'aggiornarsi ed impegnarsi in tecniche e strumenti, e soprattutto nella qualita' dei miei lavori. Soprattutto ho visto un calo di 'passione', proporzionale al calo di tempo disponibile, ed all'energia applicata, che, vuoi per un momento di stanca, vuoi per il risentire comunque di orari antelucani, si e' affievolita. Rimane allora da chiedersi verso dove si vuole andare ? Se aspettare che, al termine del periodo massimo consentito per assumere personale a tempo determinato, raggiunto magari con proroghe, rinnovi, licenziamenti e successive riassunzioni, ci venga dato il benservito e 'chi si e' visto si e' visto', in favore di un'altro 'numero', un'altra persona da sfruttare e poi scartare, o se prendere le redini, ancora una volta, delle proprie azioni, raccimolare le proprie idee, e guardare avanti ? Si perche' avanti si va, non si torna certo indietro, e una volta passati, gli anni non tornano piu'. E allora la decisione e' chiara: contratto in scadenza, arrivederci e grazie. Si tratta in fondo di altri 3 mesi da passare fra turni, levatacce, ma in cui cominciare a redigere la 'to do list' per i mesi a venire, quelli autunnali ed invernali, che dovranno vedere il ripartire dell'artista che c'e' in me, perche' non posso pensare di buttare tutto al vento, per qualche mese di lavoro precario. Lavoro precario che non condiziona solo me, ma tutta la vita familiare, perche' a causa del lavoro a termine, non si ha quasi mai la possibilita' di pianificare nulla, ferie, giornate da passare con la propria famiglia, partecipare ad eventi che potrebbero essere importanti, o comunque anche solo di ispirazione, utili insomma, a cio' che si vorrebbe fare. Si e' liberi, ma non si e' liberi, sempre con il tempo scandito dal badge delle timbrature, che contro la nostra volonta' si impossessa delle nostre giornate. Tutto questo vale la liberta' di fare, vale il soffocare la creativita' di chi non riesce a star fermo, vale l'abbassare la testa di fronte alle mille piccolissime ingiustizie che quotidianamente accadono sui posti di lavoro? Penso proprio di no. Lo stipendio? Certo, quello, almeno, c'e' ancora, ma fra tasse, rosichini vari, trattenute, e chi piu' ne ha piu' ne metta, ormai e' ridotto a cifre che definire vergognose e' riduttivo. Meglio sicuramente investire un po' di tempo e risorse su se stessi, e sulle proprie capacita', per vedere di trasformare una o piu' passioni in qualcosa che possa anche, un giorno, magari non troppo lontano, sostenerci economicamente, ma non facendoci dipendere da nessun altro se non da noi stessi. Nel totale silenzio dei media poi hanno perfino 'ritoccato' l'indennita' di malattia, in negativo s'intende. Malattia che pero', e non lo dice mai nessuno, sempre piu' nella maggioranza dei casi e' dovuta proprio alle condizioni ed agli ambienti di lavoro. Allora che si fa? Si lavora, in posti stressanti, molte volte malsani, ci si ammala, e, se qualcuno si ammala un po' troppo, si viene anche puniti? Eh no, cosi penso proprio che non possa andare, almeno, siamo in tanti, per gli altri non lo so, per me sicuramente cosi non va. Vedo che molti non dicono nulla, ma ho tanta paura che cio' succeda perche' ancora molti ignorano come vadano davvero le cose. Pero' cosi non va !! Flessibilita' trasformata in precariato a vita, e diritti guadagnati dai nostri padri e dai nostri nonni, con il sudore della fronte, a volte con il sacrificio di una intera esistenza, messi sotto i piedi come se niente fosse, non penso che possano portare a nulla di positivo, ne per gli altri, tantomeno per me. Mi conosco troppo bene, conosco la mia passione per il disegno, l'illustrazione, la fotografia, la creativita' in generale, e so per certo che non potrei mai sacrificarla a favore del nulla !!

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